
Determinare se un gatto è maschio o femmina può essere una vera sfida. Se riconoscere il sesso di un gatto adulto può risultare difficile, farlo nei gattini può sembrare quasi impossibile!
Capire le differenze tra l’anatomia maschile e quella femminile può rendere questo processo molto più semplice. Continua a leggere per scoprire i dettagli sull’apparato riproduttivo felino e scorri fino alla fine dell’articolo per una guida ai genitali felini che ti aiuterà a distinguere con sicurezza tra gatti maschi e femmine.
L’apparato riproduttivo femminile

Per prima cosa, parliamo dell’apparato riproduttivo femminile dei gatti.
L’organo sessuale primario nelle gatte femmine è l’ovaio. Le gatte nascono generalmente con due ovaie, che iniziano a produrre ovuli e ormoni sessuali quando il gattino raggiunge circa sei mesi di età.
Gli ormoni sessuali femminili svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo riproduttivo e nella gravidanza delle gatte non sterilizzate. L’estrogeno è essenziale per lo sviluppo e la maturazione degli ovuli, mentre il progesterone prepara il corpo e l’utero alla gravidanza.
Le ovaie sono situate su entrambi i lati del corpo, vicino ai reni, e sono collegate all’utero tramite gli ovidotti, noti anche come tube di Falloppio. Esistono due ovidotti, uno per ciascun ovaio.
Quando un ovulo viene rilasciato dall’ovaio, viaggia lungo l’ovidotto fino a raggiungere l’utero. È proprio nell’ovidotto che avviene la fecondazione: lo sperma incontra l’ovulo e, una volta fecondato, quest’ultimo prosegue verso l’utero, dove potrà impiantarsi nella parete uterina.
L’utero della gatta, come quello umano, è il luogo in cui si sviluppa la gravidanza. Tuttavia, la sua forma è molto diversa da quella dell’utero umano. Mentre l’utero umano ricorda una pera capovolta, quello felino è formato da due lunghe corna uterine che si congiungono a forma di “V”.
L’utero del gatto è infatti definito bicornuto, cioè “con due corna”. Queste strutture allungate permettono a più gattini di svilupparsi contemporaneamente all’interno dell’utero.
L’utero è isolato dal mondo esterno grazie alla cervice. Questa rimane ermeticamente chiusa per la maggior parte del tempo, soprattutto durante la gravidanza, contribuendo a impedire l’ingresso di batteri che potrebbero causare infezioni.
La cervice separa l’utero dalla vagina, un canale muscolare che collega l’utero alla vulva, la porzione esterna dell’apparato riproduttore femminile.
Il ciclo estrale

Le gatte vanno in estro, o calore, in modo stagionale. Il loro ciclo estrale è regolato dalla quantità di luce diurna. Le gatte che vivono all’aperto presentano cicli più frequenti in primavera e in estate, quando le giornate sono più lunghe. Le gatte che vivono esclusivamente in casa, invece, possono avere cicli tutto l’anno grazie all’illuminazione artificiale.
Quando il cervello rileva un numero sufficiente di ore di luce, rilascia l’ormone follicolo-stimolante (FSH). Questo ormone stimola i follicoli ovarici a svilupparsi e maturare, e induce l’ovaio a produrre estrogeni. Questa cascata ormonale dà inizio al ciclo estrale.
Le gatte mostrano diversi segnali quando sono in calore. A differenza delle cagne, solitamente non presentano sanguinamento visibile. Piuttosto, possono diventare estremamente affettuose, strofinandosi contro i loro proprietari o rotolandosi sul pavimento per richiamare attenzioni. Potrebbero urinare più spesso del solito o marcare superfici verticali al di fuori della lettiera.
Infine, potresti notare un aumento dei gatti maschi interi che gironzolano intorno a casa, attratti dall’odore delle femmine in calore.
A differenza di molti altri mammiferi, le gatte non ovulano automaticamente quando entrano in estro. Sono infatti ovulatori indotti: non rilasciano gli ovuli finché non si accoppiano con un maschio. La stimolazione meccanica della vagina e della cervice durante l’accoppiamento provoca il rilascio dell’ormone luteinizzante (LH), che a sua volta innesca l’ovulazione. Se una femmina non si accoppia mentre è in calore, gli ovuli non vengono rilasciati.
Gli effetti della sterilizzazione di una gatta

Puoi scegliere di far sterilizzare la tua gatta per prevenire la gravidanza e ridurre il rischio di problemi di salute legati all’apparato riproduttivo femminile.
Quando una gatta viene sterilizzata, l’intero apparato riproduttivo — dalle ovaie fino alla cervice — viene rimosso. (In alcuni casi meno comuni, i veterinari possono eseguire un’ovariectomia, in cui vengono rimosse solo le ovaie, lasciando ovidotti, utero e cervice.)
Questo intervento comporta due effetti principali. Per prima cosa, le ovaie non producono più ovuli, quindi la gatta non può più rimanere incinta. Inoltre, le ovaie non producono più ormoni sessuali.
Di conseguenza, una gatta sterilizzata non presenta più le fluttuazioni ormonali tipiche di una femmina intera: non andrà più in calore e non attirerà più i maschi.
I benefici a lungo termine della sterilizzazione della tua gatta sono numerosi. Sterilizzare una femmina in giovane età riduce in modo significativo il rischio di sviluppare tumori mammari, che nei gatti sono spesso maligni e potenzialmente letali.
Inoltre, la sterilizzazione elimina del tutto il rischio di tumori alle ovaie, all’utero e alla cervice. Le gatte sterilizzate hanno anche meno probabilità di allontanarsi da casa, sono meno inclini a marcare gli ambienti interni e tendono ad avere una durata di vita più lunga rispetto alle femmine non sterilizzate.
L’apparato riproduttivo maschile

L’apparato riproduttivo maschile presenta caratteristiche uniche che influenzano molteplici aspetti della fisiologia, del comportamento e altro ancora del gatto.
L’organo sessuale primario nei gatti maschi è il testicolo. I testicoli producono lo sperma e l’ormone sessuale maschile, il testosterone. Il testosterone è essenziale per la maturazione degli organi riproduttivi maschili, come la prostata, e per i comportamenti sessuali.
I testicoli sono contenuti nello scroto. La temperatura interna del corpo è troppo alta per permettere allo sperma di maturare correttamente; lo scroto mantiene invece i testicoli all’esterno, a una temperatura più bassa che favorisce la produzione di sperma.
Dai testicoli, lo sperma viaggia verso l’epididimo, dove matura e viene conservato fino all’eiaculazione. Durante l’eiaculazione, lo sperma si unisce alla componente fluida del seme prodotta dalla ghiandola prostatica e percorre il dotto deferente fino all’uretra, da cui viene espulso.
Gli effetti della sterilizzazione di un gatto maschio

La sterilizzazione di un gatto maschio aiuta a ridurre il rischio di problemi di salute e di problemi comportamentali legati all’apparato riproduttivo.
La sterilizzazione di un gatto maschio non solo interrompe la produzione di sperma, ma blocca anche la produzione di testosterone. Questo comporta diversi effetti positivi: un maschio sterilizzato è meno incline a girovagare, meno propenso a marcare il territorio con l’urina e meno soggetto a comportamenti aggressivi verso altri animali in casa. Inoltre, la sterilizzazione elimina completamente il rischio di cancro ai testicoli e riduce la probabilità di sviluppare problemi alla prostata.
Determinare il sesso dei gattini

A differenza dei cani, che hanno un pene ben visibile fin da piccoli, le differenze tra gatti maschi e femmine sono molto più sottili. I gattini maschi spesso non mostrano testicoli evidenti fino ai due o tre mesi di età, il che rende più difficile determinarne il sesso quando sono molto giovani rispetto agli adulti.
Per stabilire il sesso di un gattino, il primo passo è sollevare delicatamente la coda. Subito sotto la coda troverai l’ano. Sotto l’ano si trova l’apertura genitale.
Nei maschi, questa apertura è di forma rotonda; nelle femmine, invece, appare come una fessura verticale. Inoltre, nelle femmine l’apertura genitale si trova più vicina all’ano rispetto a quella dei maschi. Se i testicoli stanno iniziando a scendere nello scroto, potresti notare un piccolo rigonfiamento tra l’ano e l’apertura genitale di un gattino maschio.
Puoi anche usare i segni di punteggiatura come analogia per riconoscere i genitali felini.
L’area genitale di un gattino maschio assomiglia a due punti ( : ), con l’ano in alto e una piccola apertura genitale rotonda sotto.
L’area genitale di una gattina femmina somiglia invece a un punto e virgola ( ; ), con l’ano in alto e una fessura verticale sotto.
Oltre alla forma delle aperture genitali, anche il colore del mantello può aiutare a determinare il sesso.
La grande maggioranza dei gatti calico e tartaruga (cioè con mantello nero, bianco e arancione combinati) sono femmine; è molto raro trovare un maschio con questi colori.
I gatti arancioni sono più spesso maschi, anche se il legame tra colore arancione e sesso maschile è meno forte rispetto al legame tra mantello calico/tartaruga e sesso femminile.
Consulta il tuo veterinario
Se hai dubbi sulla salute riproduttiva del tuo gatto o su come determinare correttamente il sesso di un gattino, rivolgiti al veterinario. Potrà eseguire un esame fisico completo e rispondere a qualsiasi domanda riguardante l’anatomia genitale o la salute riproduttiva del tuo gatto.







